Nel centenario dalla pubblicazione del Manifesto del Surrealismo di André Breton, la Fondazione Magnani-Rocca dedica una mostra al movimento surrealista e alla sua diffusione in Italia. In esposizione oltre 150 opere di artisti internazionali – quali Salvador Dalí, René Magritte, Max Ernst, Joan Miró, Marcel Duchamp, Man Ray e Yves Tanguy – e italiani, da Giorgio de Chirico e Alberto Savinio a Enrico Baj e Fabrizio Clerici.
Le sezioni del percorso espositivo sono comprese entro due ampi capitoli: il primo riguarda il Surrealismo internazionale e il suo arrivo in Italia, mentre il secondo racconta la scena surrealista italiana nel suo complesso, approfondendo anche le figure dei maggiori galleristi e collezionisti. In apertura della mostra sono esposte le opere dei maestri del movimento, da Dalí e Magritte a Man Ray e Tanguy. Questa prima sezione testimonia fin da subito la libertà espressiva promossa dal Surrealismo, un’arte fondata sull’abbandono della consapevolezza e sulla ricerca di una spontaneità perduta nei luoghi onirici dell’inconscio. Il linguaggio rivoluzionario dell’arte surrealista affascinò presto alcuni galleristi e collezionisti italiani: le opere esposte ne “Le collezioni in Italia” smentiscono l’idea diffusa di uno scarso interesse per il Surrealismo nella penisola.
Il capitolo dedicato agli artisti italiani si apre con una distinzione tra i Surrealisti più vicini al gruppo francese, quali Enrico Baj e Sergio Dangelo, e il filone figurativo fantastico, ispirato all’arte di de Chirico e Alberto Savinio. In seguito, sono evidenziate le “persistenze e le evoluzioni” dell’estetica surrealista nei confronti delle correnti dell’Arte informale, dello Spazialismo e dell’Arte Nucleare durante gli anni Cinquanta e Sessanta. In chiusura della mostra, sono esposti otto “livres de peintre” provenienti dalla Donazione Corrado Mingardi alla Biblioteca Fondazione Cariparma di Busseto: pietra miliare del Surrealismo è Calligrammes, dialogo diacronico tra Guillaume Apollinaire e il suo amico Giorgio de Chirico.
Nell’allestimento predomina una tonalità di beige chiaro, impiegata anche nei supporti delle opere. I dipinti di Maurice Henry, Michel Henricot e Georges Malkine sono stati allestiti sui rispettivi cavalletti in legno, accanto a una grafica che riporta frasi emblematiche della poetica surrealista: secondo le parole di Magritte, “surreale è la realtà che non è stata separata dal suo mistero”.
Immagine di anteprima: Alberto Savinio, Tombeau d’un roi maure, 1929, olio su tela