La mostra espone oltre duecento opere (ceramiche, vetri, arredi e disegni) attraverso le quali viene analizzato – dal 1922 al 1978 – il lavoro di Gio Ponti, figura chiave nella storia del design e dell’architettura in Italia.
Il percorso espositivo inizia dagli esordi alla guida della Richard Ginori e si conclude con sezioni dedicate al lascito dell’artista, sottolineando il suo ruolo di promotore di autori emergenti. La mostra è allestita con supporti esclusivamente bianchi per le opere e con stampe a poster di alcune copertine delle riviste “Domus” e “Stile”, entrambe fondate e dirette da Gio Ponti. In una sezione viene riallestita la sala da pranzo della Domus Nova, progetto presentato con Emilio Lancia per la III Biennale di Monza del 1927. Lungo l’itinerario della mostra, pannelli e fotografie aiutano il visitatore a conoscere la storia di Gio Ponti, di cui sono messe in evidenza alcune massime significative. Completa il percorso il film Amare Gio Ponti, per la regia di Francesca Molteni, prodotto da Muse Factory of Projects in collaborazione con Gio Ponti Archives, che documenta la personalità e il lavoro del designer milanese nella sua poliedricità.
Immagine di anteprima: © Gio Ponti, Piatto Le mie donne: Agata su fiore e architettura, Società Ceramica Richard-Ginori, Museo Ginori, Sesto Fiorentino, 1925.