Il Museo dell’Ara Pacis a Roma ospita la prima grande retrospettiva dedicata al fotografo modenese Franco Fontana, curata da Jean-Luc Monterosso, fondatore e direttore della Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Oltre 200 fotografie che raccontano l’universo creativo di Fontana, ne ripercorrono l’evoluzione artistica e la continua sperimentazione seguendo gli sviluppi tecnici dalla diapositiva alla polaroid e al digitale.
Ritroviamo i due temi principali che accompagnano il suo lavoro: la geometria delle linee da cui nascono immagini astratte e minimaliste, frutto anche di inquadrature ardite, dall’alto o con profondità di campo ridotta e l’uso del colore, caratterizzato da colori brillanti e forti contrasti.
Il percorso espositivo
La mostra si apre con una veduta grandangolare di Praga, usata come copertina della rivista “Time Life” e del quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine” e con un ritratto di Franco Fontana realizzato dall’amico Giovanni Gastel e si chiude con le foto dedicate alla moda e alla pubblicità.
Lungo il percorso troviamo paesaggi e architettura urbana, skyline e piscine. Non mancano collage innovativi in cui Fontana, partendo dai paesaggi urbani e dalle strade, aggiunge personaggi e ombre, talvolta modificandone i colori e accentuandone i contrasti e una sezione dedicata all’autostrada, all’asfalto e alle automobili, con fotografie in movimento in cui, utilizzando un lungo tempo di esposizione, riesce a sintetizzare e catturare in un unico scatto le linee delle strade. Qui il visitatore ha anche la sensazione di camminare sull’asfalto fotografato grazie a particolari light box con cinque stampe retroilluminate, può vedere una video-installazione di cinque fotografie in sequenza di automobili di design e un video-book dedicato alle tre strade per eccellenza: la Route 66, la strada verso Compostela e la Via Appia.
Il pubblico ha inoltre modo di scoprire aspetti privati di Franco Fontana grazie a una riproduzione del suo studio, caratterizzato da un insieme confuso di materiali, in netto contrasto con il minimalismo e l’essenzialità delle sue fotografie e a una video-intervista.
Una mostra accessibile
Con la collaborazione di Fabio Fornasari, direttore scientifico presso l’Istituto dei ciechi Cavazza di Bologna, ha preso vita il progetto “Biblioteca astratta”, un dispositivo di accessibilità da sfogliare, smontare e rimontare secondo piani sequenza sovrapposti per accompagnare tutti, vedenti e non vedenti, alla scoperta dell’opera di Franco Fontana. Composta da sei unità, posizionate nel percorso espositivo accanto alle opere di riferimento, la “Biblioteca astratta” è un luogo simbolico, dove ogni scatto diventa un silent book tattile che serve a sfogliare attraverso il tatto il testo visivo delle opere. Il visitatore non è solo uno spettatore, ma un lettore attivo che, attraverso l’interpretazione, contribuisce a costruire il significato delle opere.
Grazie al rinnovato impegno di Rai Pubblica Utilità, del Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e della Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio, sono inoltre disponibili audiodescrizioni e video LIS per accompagnare i visitatori con disabilità visiva e uditiva nel percorso mostra.