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Titolo: Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo
Date: 6 febbraio – 7 settembre 2025
Spazio espositivo: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
Mostra a cura di: Lorenzo Balbi e Caterina Molteni
Mostra promossa da: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna
Mostra prodotta da: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna
Sponsor: Gruppo Hera
Progetto di allestimento: Filippo Bisagni
Realizzazione dell’allestimento: Henoto
Ufficio stampa: Settore Musei Civici Bologna – Elisabetta Severino, Silvia Tonelli; Lara Facco P&C
Catalogo: Allemandi
Ingresso intero e ridotto: € 6 | € 4
veduta dell'allestimento in cui spiccano i colori giallo e rosso e la rampa che evoca una parte del progetto di ristrutturazione degli spazi di Aldo Rossi poi distrutto
Veduta della mostra. © Carlo Favero

Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo

Nell’ambito di Art City Bologna 2025, programma di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna e BolognaFiere che accompagna ArteFiera, e in occasione dei cinquant’anni della fondazione della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, il MAMbo ospita una mostra collettiva dedicata al tema dell’ironia.

La mostra

Oltre 100 opere e documenti d’archivio di più di 70 artisti prodotti dagli anni Cinquanta a oggi sono ospitati negli spazi della sala delle Ciminiere. Uno sguardo disincantato sulla realtà, in grado di metterne in luce le contraddizioni. L’ironia come strategia estetica e critica in grado di alludere a significati profondi senza esprimerli direttamente e capace di mettere in discussione paradigmi consolidati.

La mostra, curata da Lorenzo Balbi e Caterina Molteni, ripercorre la storia dell’arte del nostro Paese attraverso l’espediente critico e immaginativo dell’ironia sviluppato in macro-aree tematiche: il paradosso, il suo legame con il gioco, l’ironia come pratica di nonsense e l’ironia come arma femminista di critica al patriarcato e all’ordine sociale italiano, e poi ancora la sua relazione con la mobilitazione politica e l’ironia come forma di critica istituzionale.

L’allestimento

Anche l’allestimento è all’insegna dell’ironia in quanto evoca un elemento architettonico “fantasma” che caratterizzava la sala delle Ciminiere e che faceva parte del progetto di ristrutturazione dell’ex Forno del Pane affidato ad Aldo Rossi a metà degli anni Novanta. Progetto modificato dopo la morte dell’architetto nel 1997, portando alla distruzione di un tipico esempio del “suo” stile: un enorme parallelepipedo di circa 8 metri di altezza e 18 di larghezza, al cui interno si sviluppava una scala che portava direttamente alle sale del primo piano.

Filippo Bisagni, exhibition designer, ha scelto di collocare, proprio in quel punto della sala, una grande rampa che si propone di far riaffiorare il progetto originale e, allo stesso tempo, permette allo spettatore di accedere a una selezione di opere, che si presenta come una sorta di sintesi delle varie sezioni dell’esposizione.

Anche i display in mostra e i colori giallo e rosso utilizzati per la sala principale omaggiano Aldo Rossi, riprendendo le forme e la bicromia di una costruzione del 1983 che Rossi concepì come sintesi della sua architettura.

Immagine di anteprima: Piero Golia, On the edge (Sulla cresta dell’onda), 2000, foto con cornice, 37 × 52 × 1,5 cm. Courtesy l’artista

© Design People Soc. Coop.

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