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Titolo: Dall’origine al destino
Date: 8 febbraio – 30 giugno 2025
Spazio espositivo: Centro Arti e Scienze Golinelli | Opificio Golinelli, via Paolo Nanni Costa 14, Bologna
Mostra a cura di: Andrea Zanotti, Antonio Danieli, Luca Ciancabilla; Simone Gheduzzi
Mostra promossa da: Fondazione Golinelli
Mostra prodotta da: Fondazione Golinelli
Patrocini: Regione Emilia-Romagna; Comune di Bologna
Sponsor: Alfasigma; Banca di Bologna
Progetto di allestimento: diverserighestudio
Realizzazione dell’allestimento: Arredart Studio; Color Dimension; Immagini e suoni
Progetto illuminotecnico: Alessio Guerra
Immagine coordinata: Studio Leonardo Sonnoli
Ufficio stampa: Paola Nobile, Martina Gulino, Delos. Servizi per la cultura
Catalogo: Franco Cosimo Panini Editore
Ingresso intero e ridotto: € 12 | € 10
veduta dell'allestimento con la spirale decorata come una scacchiera a riquadri bianchi e verdi
Veduta della mostra. © Rodolfo Giuliani

Dall’origine al destino

Un vero e proprio viaggio nel tempo grazie alla presenza di reperti, manufatti, strumenti tecnico-scientifici, installazioni, opere d’arte e di design di svariati materiali e tecniche artistiche, dall’Antica Mesopotamia e dall’Antico Egitto fino ai giorni nostri. Questo propone la nuova mostra di Fondazione Golinelli a Bologna, curata da Andrea Zanotti, Antonio Danieli, Luca Ciancabilla e Simone Gheduzzi. In esposizione oltre 150 opere, oggetti e reperti provenienti da 50 tra musei, istituzioni culturali e collezioni private per esplorare il progresso della cultura umana, sia nella sua dimensione universale che soggettiva.

 

Il percorso

Due grandi capitoli caratterizzano il percorso. Il primo si concentra sui passaggi evolutivi della civiltà, intesa come esperienza collettiva, somma integrale di tutte le vite individuali che hanno solcato il nostro pianeta nel corso di milioni di anni. Si indagano le modalità con cui l’uomo, a partire da homo sapiens, nella sua lentissima evoluzione, ha sempre tentato di orientarsi nel mondo, interrogandosi sulla sua origine e sul suo destino.

Il secondo invita i visitatori a riflettere sulla propria condizione esistenziale e a riscoprire, in un’epoca dominata da un divenire frenetico e incessante, la consapevolezza di un futuro il cui senso appare sempre più sfuggente. L’avvento di tecnologie avanzate legate all’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando l’incedere dell’uomo in un futuro che sembra prescindere dalla volontà del suo stesso creatore.

 

L’allestimento

L’architetto Simone Gheduzzi di diverserighestudio ha scelto la spirale come forma adatta a trasmettere al pubblico la velocità che è andata progressivamente ad aumentare nel corso della storia, accelerando le scoperte scientifiche e l’evoluzione tecnologica e culturale. L’allestimento parte quindi da una spirale tridimensionale che ripercorre le principali fasi evolutive dell’uomo. Con il progredire del percorso, la spirale si restringe, generando una sensazione crescente d’accelerazione che proietta i visitatori dal primo al secondo capitolo del percorso.

La complessità delle sfide che attendono l’umanità, in termini di avanzamento ed elaborazione di nuove strategie di sviluppo, è poi evidenziata dall’analogia con il gioco degli scacchi. All’interno della spirale, i movimenti di quattro pezzi del gioco (pedone, cavallo, alfiere e re) sono associati a momenti specifici di importanti scoperte compiute dall’uomo, che hanno prodotto un avanzamento nella storia.

 

L’installazione

Passati dalla dimensione collettiva a quella individuale il percorso si conclude con il T-Simmetry, un tunnel immersivo a cronologia inversa ideato e realizzato da Fondazione Golinelli. Grazie ad avanzate tecnologie di intelligenza artificiale e image generation, conduce il pubblico in un’esperienza unica dal presente al passato, in uno straniante viaggio a ritroso verso la propria origine.

Il tunnel è costituito da quattro camere: tre di proiezione e un ambiente sonoro finale completamente buio. Qui la registrazione di un battito cardiaco fetale segna la fine dell’esperienza. La voce dell’artista e attrice Viviana Nicodemo recita ai visitatori i versi del poeta Milo De Angelis: metafora della nenia di una madre per i propri nascituri ancora nel grembo materno.

Immagine di anteprima: immagine guida della mostra

© Design People Soc. Coop.

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