A ottanta anni dalla liberazione di Pisa (2 settembre 1944), Palazzo Blu dedica una mostra alle vicende drammatiche vissute dalla città durante la Seconda guerra mondiale. 122 fotografie raccontano la storia intorno al tragico bombardamento a tappeto del 31 agosto 1943, compiuto dall’aviazione statunitense al fine di colpire alcuni punti strategici e di demoralizzare il popolo italiano. In seguito alla liberazione, le truppe degli Alleati contribuirono al ripopolamento e alla ricostruzione della città.
Pisa prima del bombardamento
Il percorso espositivo si estende lungo il quarto piano del palazzo e si articola in quattro sezioni cronologico-tematiche. La prima affronta il triennio 1940-1943, dalla mobilitazione di Pisa alla caduta di Mussolini (25 luglio 1943). L’iniziale approvazione dell’ingresso in guerra è testimoniata da uno scatto del 1940: la folla gremisce piazza Garibaldi, ascoltando le parole di Mussolini che annuncia l’ingresso dell’Italia in guerra. Tale consenso si consumò in breve tempo, prima presso il ceto popolare, più tardi anche presso la piccola borghesia: Mussolini, consapevole di questo, non proclamò mai né una mobilitazione generale né la militarizzazione delle coste. A Pisa proseguirono normalmente le principali manifestazioni sportive e il turismo balneare non si interruppe.
Dal bombardamento alla Liberazione
La seconda e la terza sala sono dedicate al massiccio bombardamento del 31 agosto 1943. In conseguenza della decisione di Badoglio di proseguire l’alleanza con i tedeschi, gli Alleati continuarono a effettuare bombardamenti sulle principali città della penisola. Pisa, snodo ferroviario rilevante e sede di un aeroporto militare e di importanti stabilimenti, fu duramente colpita, finendo per subire un tragico spopolamento. Il ruolo di assistenza e di supplenza civile e istituzionale fu assolto dalla Chiesa cittadina, guidata dall’arcivescovo Gabriele Vettori. L’ultima sala è dedicata alla Liberazione della città e all’avvio della ricostruzione: le fotografie scattate dalle truppe degli Alleati costituiscono l’aspetto più originale della mostra, anche dal punto di vista scientifico. In seguito alla ritirata delle truppe tedesche verso la Versilia, le truppe alleate incontrarono in piazza dei Miracoli la scarsa popolazione rimasta in città e alcuni gruppi di partigiani, provenienti dai Monti Pisani e dalle campagne.
Il progetto grafico di Design People
Al piano terra il visitatore è accolto ‒ secondo il progetto grafico di Design People ‒ da una serie di cartine, linee del tempo e fotografie, che restituiscono un racconto degli eventi più significativi del conflitto; il verde e il beige militari si alternano sui quattro pannelli della sala. Il percorso espositivo al quarto piano è allestito con pannelli e totem informativi corredati dalle riproduzioni dei materiali fotografici: per ognuna delle quattro sale è stato utilizzato un colore diverso, con tonalità di verde, marrone, azzurro e grigio, tendenti al polveroso.