Il Labirinto della Masone dedica una mostra alle ceramiche di Bertozzi & Casoni, il duo artistico formato da Giampaolo Bertozzi e da Stefano Dal Monte Casoni, scomparso nel 2023. Lo stesso Bertozzi si è occupato della curatela e del progetto di allestimento della mostra, in collaborazione con lo staff della Fondazione Franco Maria Ricci. Circa 40 sculture – soprattutto ceramiche dipinte – criticano la contaminazione umana della natura attraverso un linguaggio iper-realista, influenzato dall’estetica della Pop Art.
Il percorso espositivo si articola non solo nello spazio adibito alle mostre temporanee, ma anche all’interno della collezione permanente. Alcune opere di Bertozzi & Casoni entrano così in dialogo con le opere e i libri del collezionista ed editore Franco Maria Ricci. La Sedia elettrica con farfalle si inserisce nella piccola sala dedicata alle vanitas, con chiara allusione alla fugacità dell’esistenza, mentre le gallerie dove sono esposti i volumi della casa editrice FMR accolgono due opere in cui i libri costituiscono oggetti di uso comune, accompagnati da resti di cibo e tazzine sporche di caffè.
Il vero e proprio spazio espositivo si apre con la serie delle stagioni, ispirata a quella di Arcimboldo: Bertozzi & Casoni hanno aggiunto la funesta Quinta stagione, composta da plastica, cavi e scarti dell’uomo. La seconda sala ospita Resistenza 2: una tavola, colma di avanzi di cibo, stoviglie usate e rifiuti di vario tipo, propone un ritratto crudo della società consumistica contemporanea. Nell’ultima sala, dalla visione disincantata di Bertozzi & Casoni si leva una nota di speranza: nuove forme di vita emergono dalle macerie del disfacimento umano, con animali e piante che ritornano a popolare ambienti sporcati dall’uomo. La natura può sempre rigenerarsi: attraverso un impegno collettivo e consapevole è possibile riparare ai nostri errori.
Nell’allestimento si alternano tonalità di denim, bordeaux e avio, mentre i supporti delle sculture sono color nero opaco. La sala dedicata al Pinocchio di Bertozzi & Casoni si contraddistingue per un’illuminazione diffusa, mentre nel resto della mostra la luce è focalizzata sulle singole opere. In accompagnamento alla mostra, Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega 2009, ha composto sette racconti, ispirati all’opera del duo fondato a Imola nel 1980.