Nell’ambito di Art City Bologna 2025, manifestazione promossa dal Comune di Bologna e BolognaFiere e diretta da Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, che da tredici anni affianca il programma di ArteFiera, proponendo un ricco programma di eventi legati all’arte contemporanea, Palazzo Boncompagni ospita una quarantina di opere di Alfredo Pirri.
Il Palazzo
Proprio il Palazzo, dimora di papa Gregorio XIII, è coprotagonista della mostra e dialoga con i lavori dell’artista per lo più realizzati appositamente, dando vita a quel “ritratto” citato già nel titolo. D’altra parte, tempo, luce, spazio e forma sono gli elementi centrali dell’arte di Alfredo Pirri. Come dichiara Lorenzo Balbi, “la rassegna di Palazzo Boncompagni rappresenta un dialogo intenso tra architettura, memoria e percezione ed è un esempio di come l’arte possa reinterpretare e rivitalizzare il patrimonio storico, trasformando un luogo in un’esperienza sensoriale e intellettuale”.
L’installazione
Il percorso inizia dalla Sala delle udienze papali con l’installazione Passi, realizzata più volte dall’artista in modo sempre differente in relazione al luogo. A terra un tappeto di specchi frantumati, realizzato con una performance di cui è stata protagonista, con l’artista, la proprietaria del Palazzo, Paola Pizzighini Benelli, come testimonia il video – Ritratto di Palazzo con signora – che accoglie il visitatore all’ingresso con il suono secco delle biglie metalliche fatte intenzionalmente cadere sulla superficie. Specchi calpestabili che fanno sì che il pubblico con i suoi passi diventi a sua volta parte dell’opera: le sfere colorate che costellano il nuovo pavimento sembrano fluttuare, le grottesche e i dipinti del soffitto si riflettono, capovolgendo l’alto e il basso.
L’installazione invade lo spazio, lo moltiplica e lo divide, rovescia le prospettive, rompe la visione e la ricompone. Schizzi e disegni preparatori esposti nella sala accanto permettono di ricostruire la genesi dell’opera.
Il progetto archivio
Altra realizzazione site specific è l’installazione RWD-FWD esposta nelle sale un tempo occupate dagli archivi del Palazzo, aperte per la prima volta al pubblico. Protagonista l’archivio di Alfredo Pirri cui l’artista lavora da anni e in cui sono presenti al momento oltre 1.500 documenti (fotografie, progetti, disegni preparatori, cataloghi, articoli, manifesti) che testimoniano la sua attività artistica. In realtà non è solo un archivio ma un “autoritratto in divenire” che riflette la ricerca di Pirri sul metodo e sul tempo, tra memoria e futuro.