Quale è il ruolo dei suoni nella nostra relazione con il cibo? La mostra del MUSE di Trento “Food Sound. Il suono nascosto del cibo” si propone di rispondere a questa domanda con un innovativo approccio narrativo-scientifico e una modalità di fruizione guidata da suoni binaurali e ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response) in cuffia. Tutto nasce da un’idea di Vincenzo Guarnieri, curatore dell’esposizione con Chiara Quartero, legato al racconto di alcuni bambini in visita a un’azienda di patatine fritte che identificavano il rumore delle friggitrici con il pianto di altri bambini. Da qui lo stimolo ad approfondire il ruolo dell’udito nella nostra esperienza alimentare.
La ricerca scientifica
Grazie alla ricerca che spazia dalla psicologia all’antropologia, dalle neuroscienze alla sociologia, sappiamo che i suoni accendono ricordi, generano emozioni e i suoni che si producono durante la preparazione e il consumo del cibo e la sua promozione commerciale influenzano il nostro modo di relazionarci con il contesto sociale e ambientale nel quale viviamo.
Il progetto della mostra si avvale della consulenza di un Comitato scientifico che vede coinvolti Massimiliano Zampini del CIMEC – Centro Interdipartimentale Mente e Cervello dell’Università degli Studi di Trento, Louena Shtrepi del Politecnico di Torino, Luisa Torri e Riccardo Migliavada dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
Il progetto espositivo
Cinque le sezioni tematiche che ci introducono a come il nostro cervello elabora i suoni, ci fanno immergere nei suoni di una cucina, ci invitano a scoprire come influiscono i suoni sulla nostra esperienza culinaria e sui nostri acquisti di cibo e infine il racconto delle ricerche neuroscientifiche relative a quanto il visitatore ha sperimentato lungo il percorso.
Un’esperienza molto realistica tra ambienti ricostruiti, tridimensionali, resa possibile grazie alle cuffie supraGuide SPHERIC che, oltre alle caratteristiche tipiche di un’audioguida, permettono il riconoscimento della posizione del visitatore, l’attivazione automatica dei contenuti e la spazializzazione dei suoni.
Le persone possono anche partecipare a uno studio neuroscientifico che analizzerà le scelte da loro compiute durante il percorso di visita per contribuire alla ricerca sulle modalità con cui i suoni, compresi quelli generati con intelligenza artificiale, influenzano la percezione del gusto, della temperatura, del peso e delle forme del cibo.